DEVOZIONE DI SAN PELLEGRINO IN CAXIAS DO SUL

 Texto Prof. MÁRIO GARDELIN  – Caxias do Sul - Br. | Traduttore  MIRCO CECCON – Vicenza  - It.

 

1 - Devozione portata dagli immigrati

    La devozione di San Pellegrino in Caxias do Sul è vincolata ai  primordi dell'immigrazione italiana e alla fondazione della città. Il 20 settembre del 1879 arrivava nell'antico "Campo dos Bugres", la famiglia di Salvatore e Angela Sartori, accompagnati dai figli Amalia, Lino, Luigi, Carolina, Ludovico, Alberto, Maria, Massimo, Guerrino e Settimo. La figlia Amalia aveva lasciato in Italia il fidanzato di nome Raffaele Buratto, il quale tuttavia si trasferì in Brasile a Caxias più tardi. Amalia e Raffaele qui si sposarono e si stabilirono nelle vicinanze del villaggio, nella colonia 21 A, in un podere che faceva parte del quadrato 126 fra le attuali vie Feijó Júnior, Dr. Pestana e via Rio Branco. Raffaele ricevette come regalo dal suocero un'immagine di San Pellegrino, santo che veniva venerato anche a Treviso, sua terra natale, provincia del Veneto, nel luogo denominato Ciano. Nel terreno di sua proprietà eresse un capitello, più tardi sostituito da una cappella sempre molto frequentata dalla gente e che finì per dare origine ad una chiesa in un triangolo posto tra via Feijó Júnior e via Rio Branco. Qui venivano officiati i culti religiosi quando Dom José Barea la eresse a parrocchia. Questa chiesa fu sostituita dall’attuale e maestoso tempio.
 

2 - San Pellegrino a Treviso

      La devozione di San Pellegrino a Treviso, terra di origine dei Buratto, esiste dalla fine del Medioevo. Cominciò, come qui, con la costruzione di una piccola chiesa. All’epoca Ciano era coperta da grandi foreste e San Pellegrino cominciò ad essere invocato come protettore dei pericoli in essa esistenti. La regione, molti anni dopo, fu popolata e trasformata in vigne, prati e campi di grano. II culto non solo si mantenne, ma andò ampliandosi, celebrandosi la festa tutti gli anni i primi giorni di agosto con grande partecipazione di persone.   
Poco a poco, si creò l’usanza dei pellegrinaggi, venendo i devoti dai dintorni e affermandosi verso il 1640.
La chiesa fu rinnovata e ampliata varie volte. Grandi grazie e miracoli furono attribuiti al santo come la cessazione delle epidemie, l’ottenimento di piogge copiose in tempo di siccità ecc. Questi favori celestiali furono gratificati da vari atti di culto, tra cui le processioni.
Nella chiesa furono oggetti di culto i santi angeli e San Raffaele, il biblico arcangelo di cui ancor oggi vi è un artistico quadro nell’altare maggiore.
Nel 1886 la chiesa fu trasformata in ospedale nel decorso di una pestilenza di colera.
Gli ultimi rifacimenti della chiesa di San Pellegrino in Treviso furono effettuati nel 1929.  Il culto del santo continua con pieno fervore ancora ai nostri giorni.

 

3 - L'origine della devozione in Italia

L'origine della devozione a san Pellegrino in Italia proviene da una piccola località chiamata "San Pellegrino in Alpe" (Castiglione di Garfagnana, Lucca). La sua origine si perde nella notte dei tempi e si suppone che abbia avuto inizio nel secolo VII. Il documento più antico che fa riferimento al luogo come punto di grandi pellegrinaggi è del 1110. Porta informazioni di una chiesa e di un albergo pubblico, destinato ad accogliere i viandanti che venissero a passare di lì.

La località era tagliata da una strada, utilizzata non solo dai commercianti, ma specialmente dai pellegrini che, venendo da numerose parti, passavano di lì con destinazione i santuari famosi, tra i quali quelli di Roma. La regione è montagnosa, con dirupi e torrenti. Era coperta da una grande foresta, inesplorata e infestata da animali. Attraversarla era sempre pericoloso. Si stabilì lì da tempi immemorabili un uomo, proveniente da terre lontane e che condusse una vita da eremita. Dedicava il suo tempo alla preghiera, alla penitenza e ad aiutare i viandanti e, in modo tutto particolare, i pellegrini. Per le sue virtù e carità conquistò l’ammirazione di tutti e la sua fama fu diffusa da coloro che erano stati da lui aiutati. Morto, fu popolarmente considerato santo e si cominciò ad attribuirgli un culto spontaneo. Nel luogo sorsero una chiesa e al suo lato un ampio edificio dove i viandanti prendevano alloggio.   Per mantenere 1'albergo, fu creata una associazione religiosa, i cui membri elemosinavano al fine di ottenere risorse per dare accoglienza ai pellegrini. Furono questi religiosi che sparsero per la regione il culto del santo, ancor oggi comune a Modena, Lucca, Bologna, Parma, Reggio Emilia, Veneto e Trentino, così come in Brasile, portato dagli immigrati.

   

 

4 - Chi era San Pellegrino

      Storicamente è assolutamente certo che era un santo, così considerato per più di un millennio dalla popolazione, il quale si stabilì e morì in San Pellegrino in Alpe. Pellegrino non era il suo nome di battesimo. Inizialmente estraneo al luogo, passò ad essere identificato come "il pellegrino". Venuto a mancare, la leggenda si impadronì della sua memoria. E la leggenda fu modificata e ampliata con il decorrere dei secoli e, conservata dalla gente. Eccone il sunto:
San Pellegrino era figlio dei re di Scozia. Suo padre si chiamava Romano, sua madre Plantila. La nascita, 1'infanzia e la fanciullezza furono accompagnate da grandi prodigi. Adulto, rinunciò al trono. Convertì una banda di ladroni e con essi se ne andò a pellegrinare verso la Terra Santa. La sua devozione aumentò e soffrì varie persecuzioni. Ritornò miracolosamente in Italia. Guidato da una stella misteriosa, finì in una grande foresta, dove resuscitò due morti e dove fu furiosamente osteggiato dagli spiriti maligni ai quali, tuttavia, diede determinante e coraggioso combattimento, vincendoli. La regione, attraversata dai pellegrini, tornò ad essere sicura. Egli si sistemò in una caverna e divenne amico di tutti gli animali selvaggi che divennero docili e tranquilli. Per lunghi anni si dedicò alla preghiera e alla carità. Alla fine della sua vita si rifugiò nell'interno di un grande albero. Sentendo la morte avvicinarsi, scrisse la sua vita nella corteccia di un albero. Mori a 97 anni.
Un angelo, in sogno, avvertì una pietosa coppia della sua morte. II corpo fu rinvenuto circondato da una moltitudine di animali selvaggi. Si sparse la notizia del prodigio. La gente del luogo venne a contendersi i venerati resti. Dice la leggenda che il corpo fu posto in un carro trascinato da due buoi selvaggi. Lasciati a se stessi se ne andarono per la strada fermandosi in un posto chiamato TERMEN SALON. Qui sorse una chiesa e, quindi, 1'albergo conosciuto come "San Pellegrino in Alpe". La chiesa venne inaugurata il 1° agosto 1643.
Questa è, come dicemmo, la vita leggendaria di San Pellegrino. Storicamente, dunque, la vita (e non 1'esistenza del santo) non trova fondamento. È una pietosa fantasia popolare, esponendo e ampliando a volte qualche elemento storico.

 

5 - Come nacque la vita leggendaria di San Pellegrino

   Da  quanto  abbiamo  detto  potrebbe sorgere  un serio  dubbio
nella mente del lettore e devoto del nostro santo. San Pellegrino, pertanto, non è esistito? Il santo è esistito. La prova è la lunga tradizione, millenaria, del culto a lui portata. Ciò che non fu comprovato, fino a oggi, è la vita che la leggenda gli ha attribuito.

Allora, come sono sorti il nome e la leggenda? Nel medioevo, era tenuto in grande considerazione, tra il popolo cristiano, il pellegrinaggio, cioè effettuare lunghi viaggi, con 1'obiettivo di visitare e pregare nei luoghi segnalati per avvenimenti religiosi, vita di Cristo e degli apostoli o dei santi. Questi erano chiamati a Roma i romei e a Santiago de Compostela i "santaghesi". E tutti erano conosciuti con il nome generico di "Pellegrini".

Uno dei popoli dove il pellegrinaggio era piu radicato fu il popolo irlandese, e gli irlandesi erano conosciuti come "Scotti". Uno di questi pellegrini certamente si stabilì nelle foreste della località che prende il nome di "San Pellegrino in Alpe" località di difficile accesso. Egli occupò il tempo nella preghiera e nell'aiuto ai bisognosi. Passò qui lunghi anni. E venuto a morire fu considerato come un santo per iniziativa popolare, dato che, in quest'epoca, le beatificazioni e le canonizzazioni non erano ancora regolate e riservate al Papa, rimanendo al criterio delle comunità, più che come atto formale, come costume. Quando il Papa stabilì che solo Roma proclamava i santi, si decise che le devozioni praticate dalle comunità nei secoli continuassero a essere in vigore. È questo il caso di San Pellegrino.

 

 
 

6 - Devozione universale

 Lo storico Pe. Luigi Pellegrini, residente in San Pellegrino in Alpe, Lucca, Italia, in una corrispondenza indirizzata il 9 aprile 1984 alla parrocchia di San Pellegrino in Caxias do Sul, ha queste parole che riassumono 1'importanza della devozione al nostro caro santo:
"'Nessuno sa da dove sia venuto e dove sia andato, ma una cosa è certa: nei locali del vecchio albergo, attualmente trasformato in museo etnografico, furono ospitati milioni di viandanti, di pellegrini, di poveri, di persone bisognose. In questo luogo visse il nuovo comandamento.  Altra cosa certa è la devozione a San Pellegrino.
La devozione del santo esiste in Toscana, Emilia, Liguria e, certamente, in tutto il mondo occidentale, per l’influenza dell'emigrazione italiana. Cristo, nei vangeli, afferma che "dai frutti voi li conoscerete". I frutti della devozione a San Pellegrino sono la carità, 1'amore fraterno e il mutuo aiuto, praticati per secoli e secoli.